Da alcuni giorni squadre di tecnici stanno facendo i sopralluoghi sulle aree indicate dal Piano C.A.S.E. In questa prima fase, le squadre, individuate dalla struttura commissariale e dall’Agenzia del territorio, hanno il compito di redigere un verbale sullo “stato di consistenza” di ciascuna area, specificandone le caratteristiche, così da avviare le attività finalizzate all’esproprio. Ogni squadra è composta da funzionari della Protezione Civile, personale dell’Agenzia del territorio e delle autorità locali. Ad accompagnare i tecnici, anche unità delle Forze dell’Ordine ed alcuni testimoni volontari della Protezione Civile. Contestualmente ai sopralluoghi sono iniziate le proteste dei cittadini che si oppongono all’esproprio dei terreni di proprietà: “non si hanno certezze sui tempi e sulle modalità di esproprio” – lamentano – “e neppure sul valore delle indennità, dato che i terreni, attualmente considerati agricoli, sono stati di fatto resi edificabili dal Piano CASE”. E’ facile immaginare che nei prossimi giorni la protesta possa crescere e che possano nascere comitati spontanei. Il Piano C.A.S.E., ricordiamo, prevede la realizzazione di edifici a due tre piani, per ospitare le 12-13 mila persone che non potranno rientrare nelle loro abitazioni danneggiate dal sisma, perché dichiarate inagibili. Le costruzioni prefabbricate saranno fissate ad una piattaforma in calcestruzzo armato di circa 1.000 mq, isolata sismicamente. Questa tecnica consente di ridurre fino a un decimo le sollecitazioni sulla struttura e la percezione del terremoto da parte di chi abita nelle case. Ogni complesso, di circa 1.900 mq, conterrà dai 25 ai 30 alloggi e prevede uno spazio per i parcheggi. Le abitazioni saranno dotate di 2.500 mq di aree verdi. Il progetto, come prevede una sua riformulazione recente, comprende anche la realizzazione di servizi pubblici come asili, centri sportivi e centri anziani. Le case saranno consegnate ammobiliate. L’obiettivo che la Protezione Civile si pone è quello di iniziare le consegne a settembre e concluderle entro dicembre.
La scelta delle aree è inattaccabile, in quanto dovuta a criteri di rischio idrogeologico. Ciò che invece non funziona è il Piano C.a.s.e. e la sua DEFINITIVITA'. Il problema non dovrebbe vertere attorno alla proprietà privata, ma più comunitariamente (aquilani e non - con il coinvolgimento di intellettuali e politici insieme) riguardare la difesa dei valori ambientali e paesaggistici del territorio aquilano, bene d tutti! Con la scelta di una soluzione TEMPORANEA di casette in legno ed affitto ad equo-canone di case invendute agibili si potrebbe limitare l'esproprio a pochi anni e risolvere questa fase dell'emergenza ben prima che a novembre! Ancora prima che nella ricostruzion, è in questo che L'Aquila e gli aquilani hanno bisogno di aiuto dall'esterno. Passaparola.
Questo Blog nasce l’indomani del terremoto che ha colpito l’Abruzzo. Lo scopo è di monitorare il processo di ricostruzione dei territori interessati dal sisma e di informare sulle attività che sta svolgendo laFacoltà di Architettura di Pescara. Nel contempo attraverso il Blog si costituisce una rete di persone che a vario titolo operano per dare una mano alle popolazioni terremotate e per discutere su tematiche scientifiche attinenti. Studenti, ricercatori, professori, persone interessate, siete tutti invitati ad intervenire con le vostre riflessioni, fornendo materiale documentativo, proponendo idee ed argomenti di discussione, o semplicemente lasciando un segno della vostra solidarietà.
Redazione e informazioni
Editor - Paolo Fusero
Per informazioni sul Blog, invio di documentazione o pubblicazione di testi, siete pregati di contattare la redazione via mail: Luigia Pace luigia.pace@gmail.com
La scelta delle aree è inattaccabile, in quanto dovuta a criteri di rischio idrogeologico.
RispondiEliminaCiò che invece non funziona è il Piano C.a.s.e. e la sua DEFINITIVITA'.
Il problema non dovrebbe vertere attorno alla proprietà privata, ma più comunitariamente (aquilani e non - con il coinvolgimento di intellettuali e politici insieme) riguardare la difesa dei valori ambientali e paesaggistici del territorio aquilano, bene d tutti!
Con la scelta di una soluzione TEMPORANEA di casette in legno ed affitto ad equo-canone di case invendute agibili si potrebbe limitare l'esproprio a pochi anni e risolvere questa fase dell'emergenza ben prima che a novembre!
Ancora prima che nella ricostruzion, è in questo che L'Aquila e gli aquilani hanno bisogno di aiuto dall'esterno.
Passaparola.