sabato 9 maggio 2009
49 sindaci per 7 modifiche al Decreto
Sette le richieste di modifica contenute nel documento dei Sindaci:
1. Il contributo per chi ha perso la casa non deve essere limitato a 150 mila euro, ma deve coprire il 100% del costo di ristrutturazione o ricostruzione;
2. Anche i proprietari non residenti devono poter accedere al contributo;
3. Dichiarare le aree colpite dal sisma “Zona Franca” dalle imposte fiscali;
4. Dichiarare che l'Aquila resterà capoluogo di Regione e manterrà gli uffici pubblici presenti sul territorio prima del terremoto;
5. Rimborsare anche chi ha subito danni alla propria abitazione, pur essendo stata dichiarata agibile;
6. Mettere in sicurezza tutti gli immobili;
7. Non ricorrere al credito di imposta come contributo, ma piuttosto erogare mutui con lo Stato come garante.
(Fonte: articolo di Giuseppe Caporale su Repubblica del 08.05.2009)
giovedì 7 maggio 2009
Quante case servono?
prof. Enrico Spacone
Resoconto della giornata di studio a L'Aquila

Dall’incontro di studio organizzato a L’Aquila il 5 maggio dalla Facoltà di Architettura di Pescara e la Facoltà di Ingegneria de L’Aquila, è emerso un impegno del sistema universitario a coordinare le attività delle singole sedi che hanno partecipato (2 politecnici, 13 facoltà di architettura, 4 facoltà di ingegneria e una facoltà di geologia), estendendo le soluzioni già sperimentate con ReLuis - la rete dei laboratori per l’ingegneria sismica a servizio della protezione civile - alle strategie della ricostruzione dei territori colpiti dal sisma mirate allo sviluppo sostenibile. L’importanza del coinvolgimento delle società e delle istituzioni locali è stata ribadita anche nel corso del Seminario organizzato dall’ANCE nel pomeriggio, dove tra l’altro sono stati analizzati i modelli per la ricostruzione post terremoto del Belice, dell’Irpinia, dell’Umbria e del Friuli. I due incontri di studio sono stati l’occasione per manifestare la convergenza dell’università, delle imprese, degli ordini professionali e del governo regionale, nella prospettiva di un rafforzamento del “Sistema Abruzzo” e del suo ruolo nelle politiche della ricostruzione che dovranno trovare nel territorio locale il contesto primario di riferimento. E’ nata l'idea di una piattaforma comune di iniziative di livello nazionale e locale da promuovere in tempi stretti a favore dei comuni terremotati, coniugando la necessaria rapidità del processo in atto con la volontà di università, enti e operatori locali di essere coinvolti nella ricostruzione. Gianni Chiodi, Presidente della Giunta Regionale abruzzese a cui erano affidate le conclusioni, esprimendo apprezzamento, ha esortato tutti i soggetti intervenuti a passare rapidamente dalla fase di riflessione alla progettualità delle proposte avanzate.
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